La recente dipartita della poetessa Alda Merini fa tornare d’attualità il problema, mai abbastanza sviscerato, della legge Bacchelli, famigerato espediente legislativo grazie al quale si assegna una pensione di mantenimento a personalità del mondo dell’arte e della cultura che versano in cattive condizioni economiche. Aldo Busi è intervenuto sul tema in occasione di un appello sottoscritto da svariati personaggi pubblici per l’applicazione della Bacchelli a favore del poeta Dario Bellezza. Pubblichiamo qui il contro-appello firmato da Busi e una suo successivo intervento sull’argomento, entrambi apparsi su “Tuttolibri”, inserto culturale del quotidiano “la Stampa”.
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16 marzo 1996
Ti curo io, caro Bellezza
Si ritorna a parlare di Dario Bellezza e si reinvoca l’applicazione per il suo caso della vomitevole legge Bacchelli; mi dispiace, ma io continuo a vedere in Bellezza non un poeta bisognoso di una applicazione elitarissima di una legge già ingiustamente elitaria, ma un malato bisognoso di assistenza sanitaria. Basterebbe essere nel suo stato e stadio perché, da lungo e non solo per lui, il poeta, ma per tutti i non poeti affetti da Hiv e da Aids, si attivasse il ministero della Sanità che, se fosse efficiente o almeno esistente, risolverebbe, nel limite dell’umano e del sociale, i bisogni e di Bellezza e di ogni altro cittadino terminale e solo come lui. Invece i firmatari – centocinquanta, e io non sono nel novero – del manifesto a solidarietà (…) di Bellezza continuano a sfalsare il problema e a insistere con questa legge Bacchelli a venire (quando?) per lenire la prostrazione e la miseria di Bellezza (miseria anche morale: di Bellezza non condivido neppure il modo in cui è venuto allo scoperto in quanto aidizzato: costrettovi dai carabinieri, per caso, lui, il poeta maledetto, che fino ad allora non ci aveva detto una sua parola illuminante sulla sua esperienza, che vergognosamente si nascondeva come un qualunque benedetto impiegato di banca, altro che poeta, altro che legge Bacchelli, io gli darei delle legnate anche sul letto di morte!). Nel frattempo, si dice e dice lui stesso, Bellezza starebbe morendo (perché, io no?). Siccome devo sempre fare la figura del Lupomannaro con questi buonisti di farisei che battono alle casse dello Stato invece di mettere mano al proprio portafoglio, spero non ci si sia dimenticati della mia proposta spiccia e di spiccioli allorché dicevo no alla legge Bacchelli per Bellezza: fare subito una colletta e fargliela avere. Nessuno ha voluto prendere in considerazione questa mia pratica, fulminea, efficiente controproposta, perché per tutti i firmatari era più facile pensare, “Firmiamo, non mi costa una mazza e domani magari la legge Bacchelli la danno pure a me, visto che sono stato tanto solidale con Bellezza”. Io ho tutti i nomi di questi centocinquanta firmatari e rilancio la mia controproposta: mi inviino per vaglia a nome di Dario Bellezza due milioni a testa, il che farebbe già trecento milioni (senza i miei), cioè ben dieci anni e passa di legge Bacchelli. A Bellezza li do io stesso di volta in volta, e in mano mia i soldi altrui, se destinati ad altri, sono più sicuri che in mano loro. Chiedo a Tuttolibri solo la possibilità di pubblicare i nomi che hanno aderito alla mia controproposta, senza fare alcuna pubblicità a quanti non avranno aderito ché, in assenza, se la saranno fatta da sé. Per i non firmatari che volessero inviare qualcosa per Bellezza, prego attenersi a cifre piene quali cinquantamila, centomila, centocinquantamila e così via, per mia comodità contabile. Il mio indirizzo è: via Antiche Mura 8, 25018 Montichiari (Brescia). Molte cordialità. Aldo Busi
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16 marzo 1996
Non mandate più soldi
Da sabato scorso, giorno in cui Tuttolibri ha pubblicato la mia lettera pro, si fa per dire, Dario Bellezza, a oggi mercoledì 13 le cose sono per lui favorevolmente precipitate: gli è stata riconosciuta la legge Bacchelli. Non so quanto ha contribuito la mia sferzata contro il latitante ministero della Sanità, ma è innegabile, non avesse influito per niente (e ne dubito), che gli ho portato un culo della madonna. Del resto, in recenti interviste, Bellezza si ispira molto e a Dio e alla Madonna dimenticandosi il culo che nei suoi pentimenti li tiene insieme: glielo ricordo io. Può darsi che Bellezza sia vittima, oltre che di se stesso (e qui l’Aids non c’entra, c’entra invece il vittimismo di cui ha fatto un mestiere da tutta una vita), degli intervistatori, ma a me era ignoto che si fosse candidato nelle liste dei Verdi e che, ammissione messa fra virgolette quindi per bocca sua, “godesse di ottima salute”: se è così me ne rallegro, un motivo in più per non dare il voto ai Verdi. Tramite la sua agente Laura Grandi, da me informata della mia iniziativa prima dell’uscita della mia lettera su Tuttolibri, vengo a sapere il di lui commento che già avevo messo in conto: “Una delle solite trovate di Busi per farsi pubblicità” nonché, “Qualcuno dei firmatari che mi aiuta economicamente c’è già e lo fa in silenzio”. Animebelle! Ma quante? Perché Bellezza non ci dà alcune essenziali informazioni fossero pure in metrica per farci sapere a che punto della notte è? E che dire di questo confondere una beneficenza del tutto politica, e quindi obbligatoriamente da rendere nota, con la beneficenza privata? Se la prima è chiara e parimenti disinteressata, proprio per la sua antipopolarità è tanto più nobile. È chiaro che, con la concessione della legge Bacchelli, non c’è più alcun motivo per me di continuare con questa sfacciata autopromozione e pertanto rendo noto il mio contrordine: non inviatemi più soldi per Bellezza, usateli per farvi un bel test del sangue o un gigolò. Del resto, a parte i miei due milioni già fattigli inoltrare a mio nome e lire centomila dalla signora veneziana Virginia Ciuffini – grazie della spiritosissima letterina – alla quale le restituirò, qui a tutt’oggi non si batte chiodo, e respingerò il milione di Natalia Aspesi, l’unica ad essersi fatta viva. Se mi arrivassero altri soldi, che prevedo ormai ancor più scarsini, li darò al Reparto Infettivi del Civile di Brescia, che così non devo andare avanti e indietro dalle Poste. Sia chiaro che mi ritengo pronto a rifare tutto daccapo e che sto studiando delle pose inedite per venire bene sia in foto sia dal vivo. Visto che lo sono… Grazie per l’ospitalità. Aldo Busi