Archivio Mensile: gennaio 2009

Magdi Cristiano? Ma va’…

Oggi, sabato 31 gennaio 2009, riproponiamo il testo del fax inviato da Aldo Busi il 24 marzo 2008 a Magdi Allam presso il Corriere della Sera dopo la sua conversione dall’Islam alla religione cattolica. Il giornale non l’ha pubblicato.
Apparso originariamente su Dagospia
.

Anche tu! Che delusione. Non si cambia religione, ci si libera di quella che si ha.

E adesso la Chiesa smetta di attaccare gli omosessuali

Originariamente pubblicato il 15 dicembre 1996 sul Corriere della Sera, pagina 17. Lo riproponiamo oggi, mercoledì 28 gennaio 2009.

A proposito di alcune spinose (per altri) questioni a seguito del mio intervento al Maurizio Costanzo Show, desidero puntualizzare le convinzioni mie – tanto scontate, lo so, per i più – che dovrebbero diventare patrimonio di tutte le persone oneste e realistiche che ambiscano a spezzare gli incantesimi della superstizione vetero-idealistica, i cui schemi sono di fatto sorpassati ormai anche dalla morale comune: a) non vi è alcun rapporto fra pedofilia e omosessualità; non vi è alcun rapporto fra una blanda, direi, naturale, rurale pedofilia – che non ha mai approfittato di soggetti fisiologicamente immaturi – e la pedofilia criminale organizzata, vera e propria obbrobriosa mafia specializzata nella tratta di schiavi; è criminale ogni comportamento sessuale adulto che comporti deflorazione di bimbi e bimbe al di sotto dei quattordici anni; masturbarsi a tredici anni, o non appena si può per un maschio, da solo o fra o con più maschi, è un gran bel passatempo sia in città che in campagna cui hanno messo mano tutti gli uomini sani, vispi e vivi che conosco e da che mondo è mondo: personalmente, non considero la cosa neppure di carattere omosessuale e, va da sé, degna di ingenerare il benché minimo complesso di colpa o preoccupazione di perversione dalla sessualità, per quanto superata anch’essa, normativa; b) Chiesa e Stato devono togliere ogni velleità di supervisione dalla sessualità umana fra persone adulte consenzienti; lo Stato deve uscire da ogni schema prefissato nella valutazione giuridica di atti sessuali con minori consenzienti quando si tratti di persone “minori” anagraficamente ma di fatto, fisiologicamente e socialmente e culturalmente e per pregresse esperienze sessuali note, adulte a tutti gli effetti; c) escluso ogni caso di violenza fisica (disquisire su quella psicologica ci porterebbe via alcuni millenni, innanzitutto per discutere dell’onestà e disinteresse intellettuali di chi vorrebbe farlo), è l’adolescente nella metà dei casi, non appena raggiunta la maturità fisiologica sessuale, a ricercare il rapporto con l’adulto (certo, meglio sarebbe se lo ricercasse sempre con coetanei, così come sarebbe meglio se i sessantenni si accoppiassero sempre e solo con le cinquantenni invece di preferire loro le sedicenni, ma spesso purtroppo questo non accade); d) l’ingerenza della Chiesa nelle cose pubbliche della nostra apparente democrazia è devastante; per esempio: che ci sono andati a fare i sindacati dei lavoratori in Vaticano? che tipo di benedizione sono andati a ricevere? era proprio indispensabile? che si sono detti? e perché uno dei tre principali sindacati, quello che ha protestato, non è stato ritenuto degno, in quanto laico, di essere ricevuto insieme agli altri due? ne dobbiamo desumere che adesso anche i sindacati dei lavoratori non possono più operare se non in quanto cattolici? non è un’aberrazione del Diritto ecumenicamente garante dei lavoratori a prescindere dal loro orientamento laico o religioso?; e) Non esiste una religione di Stato, tutte le religioni sono giuridicamente paritarie; se una qualsivoglia religione lede un diritto elementare del cittadino vuoi minore vuoi adulto (come il diritto della libertà di decidere la propria sessualità), lo Stato, che tutti dovrebbe tutelare, dovrebbe reprimere tale ingerenza nella sfera più intima dei suoi affiliati; f) personalmente, il mio contenzioso con la Chiesa cattolica è davvero di ben poca cosa e potrebbe appianarsi nel giro di cinque minuti: la smetta tale Chiesa di attaccare gli omosessuali ed io la smetterò di attaccare la Chiesa. Non mi sembra di chiedere granché, visto che dall’età di dodici anni ad ora ha cercato di fare di me un emarginato, un delinquente, uno che si vergognasse della propria ombra, un malato mentale, passibile tutt’al più di essere superiormente tollerato: se la Chiesa finalmente la smettesse di additare facili capri espiatori attraverso la sua assurda e razzista morale sessuale, io sarei persino capace di perdonarla e in seguito, ma solo in seguito, potrei persino diventare suo alleato e, ma questo solo in un secondo tempo, potrei degnarmi di sedere sul soglio pontificio di un decennio qualsiasi del prossimo millennio.

Aldo Busi

Fax inviato a Daniele Capezzone e, per conoscenza a Emma Bonino, c/o Radicali, Roma.

Lo riproponiamo qui a futura memoria.
Il destinatario nel frattempo è passato dalle rose alla coltivazione di ben altri interessi anche personali. Il fax al contrario mantiene una coerenza, un’attualità e una freschezza linguistica invidiabili.
Martedì 27 gennaio 2009

3 Marzo 2006
Voterò e farò proselitismo per la ‘Rosa nel pugno’: visto che ero quasi deciso per l’astensione totale, te lo comunico più per il mio piacere che per il tuo. Che me ne faccio di una sinistra clericale? che c’entrano Rutelli (controfigura trasteverina di Casini) e Mastella con qualsivoglia concetto di sinistra? che cosa investono in speranza di uno stato finalmente laico i grossi cresimati e folgorati dalla ricerca di Dio tramite cabina elettorale Bertinotti, Fassino, Prodi? E D’Alema, in fatto di credibilità, è fuori tempo massimo, né più né meno di Luxuria, non perché sia una maschera, ma perché la faccia di un politico è già di per sé una maschera, cioè il suo vero volto, e di uno con ben due maschere, e una dietrologia di troppo cui costringermi, non ne ho proprio bisogno. La mentalità della sinistra che vuole farci credere di aspirare al governo resta quella dell’aclista perpetuo, della bizantina laicità di maniera di tali Amati (forse solo dai loro cari, se gliene restano) e delle forforose gazzette che pubblicano i loro articoli di contorsionistica automacerazione pietistica il cui sunto è: “chiedo perdono a Dio se sono o se risultassi laico un po’ più del convenuto”. E questi sinistrati bigottoni tutti a dire che mica intendono fare come Zapatero per Pacs e aborto e fecondazione assistita e scuola pubblica, che faranno, sì, qualcosina in questa direzione ma “senza esagerare”, “un poco per volta”, che, e dài, non sono mica come Zapatero, loro: ma lo sappiamo che non arrivate neanche alle caviglie di Zapatero, che bisogno c’è di sottolinearlo?
Meglio un nemico vero – di nuovo la destra al governo – che un finto amico, e talmente finto che millanta di voler vincere le elezioni, mentre di fatto sta facendo di tutto per perderle (tutto calcolato, anche le liti tra lor capponi) mantenendo le poltroncine personali.
Inoltre, un’aspirante sinistra che non si perita nemmeno di contattare me – per viltà, paura, invidia e tanta ignoranza – almeno come spin doctor (e Prodi ne avrebbe un bisogno sacrosanto!) che sinistra può mai essere? Una brutta fotocopia della destra. Qui, se non si cambia radicalmente cultura in fatto di diritti civili e di ascolto della società civile, non si cambia neppure andazzo economico – e spirito europeo. L’obsoleto assestamento culturale prospettato dagli attuali uomini in lizza della sinistra non compensa in alcun modo né il miraggio di un miglioramento economico né lo sforzo di ulteriori sacrifici che ci verranno richiesti in prospettiva (perché tanto si dovrà fare per colmare gli abissi finanziari e legislativi e costituzionali lasciati dal lebbroso governo della maggioranza, si fa per dire, uscente). In Italia non si combinerà mai niente di niente, né a destra né a sinistra, se non si comincia con l’abolizione del Concordato con la Chiesa e lo smantellamento dei suoi sibaritici, assolutistici privilegi economici e giuridici. E in culo anche agli embrioni, specialmente a quelli che sono arrivati a parecchi chili di troppo e a sessant’anni per niente e hanno trasformato l’Italia nell’Islam d’Europa.
Cari Saluti.

I giocattoli ci guardano (dalle vetrine)

Aerop. Ciampino 25.1.09

Le ragazze sono dei meravigliosi giocattoli, così profumate di essenze primaverili in ogni stagione. Con quelle loro sciarpe che mai nascondono le labbra che dispensano incantesimi accennando un mezzo sorriso di studiata innocenza e il fremito improvviso delle narici mentre ti buttano gli occhi dentro come chiodi di garofano nella selvaggina catturata, e mai veramente liberata, andando svagate ad arte per strada, specchiandosi nelle vetrine, ridendo a piccoli gruppi per uno che è appena sbiancato per la troppa emozione di uno sguardo fatto apparire fortuito. Le ragazze le vedi da lontano, le cuffie colorate, gli stivaletti sempre lilla anche se neri o marrone, e quei nuovi fermagli fosforescenti nei capelli che ondeggiano al passo e al vento, e sono ranocchie, pannocchie, ananassi, ciabattine col pon pon. E adesso che piove aprono ombrellini da cinque euro e si coprono in tre, stringendosi ai fianchi e ancora ridono, della cipria che se ne va, del rossetto che sbava, del complimento pesante. Ah, le ragazze che giocattoli meravigliosi quando non sono ancora finite nelle mani di chi le giocherà. Non capirò mai come si possa far del male a una ragazza anche solo inavvertitamente. A.B.

Amore, tremore

Apparso originariamente sul blog Kirkpinar
Lo riproponiamo oggi 23 gennaio 2009

Copenhagen 31 gen 2008

Copenhagen. La copertina del ‘Time’ è dedicata alla fisiologia dell’amore passionale e sessuale, alle positive, rigeneranti reazioni chimiche del corpo in amore – e in assenza d’amore, allora, cancri a gogo? Stavo per comperare il settimanale, ma poi sono stato dissuaso dal sottotitolo, “Senza amore non si può sopravvivere”: la solita americanata, ho pensato. Si sopravvive e si vive benissimo senza, anzi, meglio e più a lungo, la prova ce l’ ho sotto gli occhi 24 ore su 24, e non mi riferisco a me, che non so neanche dove stia di casa e che neppure ne cerco l’indirizzo da secoli. Vivere l’amore non significa averne l’intenzione o la voglia, bensì esserci dentro ricambiati e a titolo gratuito: incontriamo tutti migliaia di persone in un anno la cui chimica segreta, anche a 70, è mossa dalla speranza d’amore carnale con sentimento, speranza che magari dura indefessa e frustrata da 60, e che né amano né sono amati, che non hanno mai amato e che mai lo sono stati. I corpi in amore – l’uno per l’altro, ricambiato – sono rari in una civilizzazione come la nostra all’insegna del profitto, e alla svelta. No, non è l’amore che elabora gli anticorpi che ci fanno sopravvivere, ma la noia di non avere un vizio di scorta a parte vivere per vivere o per non morire. Per quel che ricordo, l’amore, tra preparativi e conseguenze e niente nel mezzo, è una gran rottura di coglioni, sia esso unilaterale che reciprocato (sono tuttora pochi gli uomini come me che considerano l’omosessualità un valore e non una tabe). E anche l’affetto, se sopravvive è un feticcio della mente avulso dalla persona “amata”: la forza di amare un adulto di cui non so più niente e che neppure mi piace più di tanto me la dà il ricordo del bambino di cui sapevo e di cui mi piaceva tutto. Infine, amare profondamente qualcuno significa fingere l’amore che non ti ispira più. L’amore vero non deperisce grazie alla sintesi (chimica!) con l’ipocrisia. E saluti, e baci. Aldo Busi