Apparso originariamente sul blog Kirkpinar
Lo riproponiamo oggi 23 gennaio 2009
Copenhagen 31 gen 2008
Copenhagen. La copertina del ‘Time’ è dedicata alla fisiologia dell’amore passionale e sessuale, alle positive, rigeneranti reazioni chimiche del corpo in amore – e in assenza d’amore, allora, cancri a gogo? Stavo per comperare il settimanale, ma poi sono stato dissuaso dal sottotitolo, “Senza amore non si può sopravvivere”: la solita americanata, ho pensato. Si sopravvive e si vive benissimo senza, anzi, meglio e più a lungo, la prova ce l’ ho sotto gli occhi 24 ore su 24, e non mi riferisco a me, che non so neanche dove stia di casa e che neppure ne cerco l’indirizzo da secoli. Vivere l’amore non significa averne l’intenzione o la voglia, bensì esserci dentro ricambiati e a titolo gratuito: incontriamo tutti migliaia di persone in un anno la cui chimica segreta, anche a 70, è mossa dalla speranza d’amore carnale con sentimento, speranza che magari dura indefessa e frustrata da 60, e che né amano né sono amati, che non hanno mai amato e che mai lo sono stati. I corpi in amore – l’uno per l’altro, ricambiato – sono rari in una civilizzazione come la nostra all’insegna del profitto, e alla svelta. No, non è l’amore che elabora gli anticorpi che ci fanno sopravvivere, ma la noia di non avere un vizio di scorta a parte vivere per vivere o per non morire. Per quel che ricordo, l’amore, tra preparativi e conseguenze e niente nel mezzo, è una gran rottura di coglioni, sia esso unilaterale che reciprocato (sono tuttora pochi gli uomini come me che considerano l’omosessualità un valore e non una tabe). E anche l’affetto, se sopravvive è un feticcio della mente avulso dalla persona “amata”: la forza di amare un adulto di cui non so più niente e che neppure mi piace più di tanto me la dà il ricordo del bambino di cui sapevo e di cui mi piaceva tutto. Infine, amare profondamente qualcuno significa fingere l’amore che non ti ispira più. L’amore vero non deperisce grazie alla sintesi (chimica!) con l’ipocrisia. E saluti, e baci. Aldo Busi