I giocattoli ci guardano (dalle vetrine)

Aerop. Ciampino 25.1.09

Le ragazze sono dei meravigliosi giocattoli, così profumate di essenze primaverili in ogni stagione. Con quelle loro sciarpe che mai nascondono le labbra che dispensano incantesimi accennando un mezzo sorriso di studiata innocenza e il fremito improvviso delle narici mentre ti buttano gli occhi dentro come chiodi di garofano nella selvaggina catturata, e mai veramente liberata, andando svagate ad arte per strada, specchiandosi nelle vetrine, ridendo a piccoli gruppi per uno che è appena sbiancato per la troppa emozione di uno sguardo fatto apparire fortuito. Le ragazze le vedi da lontano, le cuffie colorate, gli stivaletti sempre lilla anche se neri o marrone, e quei nuovi fermagli fosforescenti nei capelli che ondeggiano al passo e al vento, e sono ranocchie, pannocchie, ananassi, ciabattine col pon pon. E adesso che piove aprono ombrellini da cinque euro e si coprono in tre, stringendosi ai fianchi e ancora ridono, della cipria che se ne va, del rossetto che sbava, del complimento pesante. Ah, le ragazze che giocattoli meravigliosi quando non sono ancora finite nelle mani di chi le giocherà. Non capirò mai come si possa far del male a una ragazza anche solo inavvertitamente. A.B.

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