Archivio Mensile: febbraio 2009

Cartoline dalla Florida

Raccolta di sms scritti da Aldo Busi dalla Florida a dicembre 2008, già pubblicati su Altriabusi.

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Eterosauri di tutto il mondo…

8.12.08 In partenza per la Florida
Allora, ci si nasce o ci si diventa? Sciocchina, ricorrente diatriba: si nasce tutti indistintamente omosessuali, qualcuno lo rimane, altri diventano eterosessuali – chi per davvero, chi per finta, chi al momento: il mio consiglio ai giovani è vivere il condizionamento all’eterosessualità come un’esperienza in più, l’eterosessualità è un passaggio obbligatorio ma tutto sommato passeggero, per i più intelligenti e indipendenti e ragionevoli, naturalmente, l’omosessualità è invece irreversibile, anche se subentra tardi, perché ti riporta alla tua origine e, una volta afferrata, te la tieni stretta per sempre. L’omosessualità è nel Dna del maschio da che apparve sulla Terra e l’eterosessualità ne è l’elaborazione sociale a fini procreativi. La fatica per restare omosessuali, pur con tutte le emarginazioni e persecuzioni subite, è infinitamente minore di quella che comporta diventare eterosessuali facendo violenza alla propria più naturale natura: da qui, spesso, l’odioamore, il fascino negato ma sentito, l’invidia, la voglia di vendetta, l’omofobia degli etero, procreativi e schiavizzati, verso gli omosessuali manifesti, sterili e liberi – e con una vita sessuale mediamente più ricca e divertente, e secondo me di gran lunga meno costosa di quella di un uomo sposato padre di famiglia, spesso casto e puttaniere a un tempo. Per il resto, tra droghe, alcol e cibi adulterati, peni più piccoli e eiaculazioni sempre più striminzite per tutti (voi). E baci. A.B.
 

Il fiato sul collo 

Miami Beach 12.12.08, nuvolo.

E’ tutto finito, anche l’umanità che è in me fu, ci sono due soli riflessi residui in quel friggio psichico chiamato identità: il senso di un vuoto sempre più pesante e la fatica di reggerlo, continuare a vivere tra tanti zombi – ecco, l’ ho detto – è di una vanità spossante. Mi sposto, mi pedina. Gli umani sono come la tecnologia più avanzata: il rifugio per stipare il niente di fatto, un bluff aggiornato e già anacronistico. Tutti impegnati alla manutenzione della loro piccola esistenza economica e sessuale e un miliardo e mezzo di semisimili che muoiono di fame. L’impegno civile come ultima spiaggia dell’intrattenimento degli ipocriti che se ne ammantano e dei vili e indifferenti che ne ridono, e ne godono. Una noia risaputa e rimangiata come tanto vomito, questi umani, e così particolarmente ripugnanti i maschi; stucchevoli anche le opere degli umani, non solo i miei giorni sfilacciati in una curiosità che non risale per niente e nessuno. Odio gli altri, non saranno mai evoluti e compassionevoli come me, e scannerei i politici che hanno terronizzato l’Italia, quindi sono doppiamente mite, non voglio che si veda, ne provo vergogna. Statuaria sfatta delle puttane negre barcollanti di sbornia da cattivi affari alle 7 di mattina a Collins Av. deserta, la mia accidia si sveglia quando la loro disfatta va verso un ultimo letto, desolate se è infine proprio il loro. Nuvolo e aria di crisi, sì, e, immagino, stabile la penuria di figa nel mondo del deltaplano. A.B. 

Basso regime 

14.12.08 Fort Lauderdale

Niente è stato più forte di me, nessuna attrazione animale e sentimentale (intendiamoci, è la prima a essere una sublimazione della seconda), nemmeno l’ambizione, che ho assecondato, realizzato secondo precisi limiti imposti da me, frenato e poi, al colmo di ogni umana armonia e superiore senso dell’equilibrio tra dentro e fuori, azzerato. A me del sentirmi dire “bravo” da questi notabili di regime addetti a dirlo fa solo rabbia, se li tengano i loro onori e onorificenze, non voglio esserne contaminato. In me sono degenerati solo quelli fuori di me, io no, o solo per la parte che comporta la rassegnazione all’evidenza che alla maggior parte degli umani andrebbe applicata la ghigliottina e risparmiata una morte naturale per umana pietà. Non ci vuole molto a essere un buon politico o un papa, basta sviluppare un genietto del crimine e farla franca tre volte: alla quarta già diventi o parlamentare o vescovo, da lì in poi è tutta discesa. Ho notato, inoltre, che, militari ammazzati a parte e che fanno numero e bell’esempio a perdere più che opinione, più uno è stato in campana, opportunista, approfittatore, calcolatore, reazionario, esteticamente superfluo ed eticamente inutile, più gli fanno i funerali di Stato: scoperchia la bandiera, e sotto c’è o un furbetto istituzionalizzato o un comico involontario. Già me li vedo quelli di Renato Zero, di Roberto Benigni, delle sorelle Carlucci, di Fabrizio Del Noce, di Pippo Baudo, di Ruini, Malgioglio, Eugenio Scalfari! Mi piacerebbe sapere perché Sandro Curzi, per esempio, è stato definito “scomodo”, non aveva abbastanza cuscini sulle poltrone? Ah, qui ne ho già due noci di cocco così, d’altronde se uno va a letto alle 18 non può pretendere. La vita? A.B.

Io, le donne e altre antichità

15.12.08 Key West
Era meglio se andavo a fare la Cammellata scalza – per libidine – in Libia! Qui è tutto un ospizio a cielo aperto, quasi chiunque è addirittura più vecchio di me, e anche le aragoste sanno di pannolone del giorno prima. Sto in un carissimo albergo di soli uomini, anziani, panciuti, benestanti, soli e nudi e crudi come sirene in scatola, e, a parte che l’assenza di donne è una gran trovata turistica (è l’unico posto semipieno di tutta l’isola, sopra la piscina riscaldata c’è la dark room, che io ho soprannannominato “Mille e una sifilidi fa, sorella”), mi ci sono voluti 3 giorni per rendermi conto di quanto si stia bene senza passera da riverire in giro, e qui bene in modo particolare, vista l’inclinazione geriatrica e resistibile degli uccelli occupanti. Un gran bel non luogo dove anche la morte improvvisa è contemplata tra le esotiche amenità, come fare snorkeling e i gatti con le zampe a sei dita. Io 12 dollari per vedere la casa di quel macho complessato e ruffiano di Hemingway (Fidel Castro) non li tiro fuori. Mangio chili di anacardi arrostiti nel miele e sale e vivo in un perenne ruttino che non viene. Mi è capitato di pensare a Aldo Busi e alla sua opera letteraria come uno delle tante migliaia che pensano a Aldo Busi senza esserlo, figuriamoci la sorpresa, l’incredulità, lo shock quando mi sono ricordato che stavo pensando a Aldo Busi essendolo, quasi cado dall’amaca dal ridere. Io Aldo Busi, proprio io! Non posso crederlo, è da sbronza senza ritorno, come dire sul tram a una tipa mai vista prima, “Si stenda, non sono un ginecologo ma ci darò un’occhiata lo stesso”. E baci. 

A Fini politici 

16.12.08 (Key West, sul vascello Fury, guardando una teoria di culi di obese americane lesbiche a pelo sull’acqua che fanno lo snorkel)

Fini è l’unico uomo politico italiano dal quale potrei forse accettare un incarico specifico, non incondizionato da parte mia ma leale; lo penso da almeno 2 anni, ma solo oggi mi decido ad ammetterlo. Non fa che cambiare in meglio, arriva al punto impensabile per un ometto di sinistra al potere: di non mandarle a dire al Vaticano almeno in fatto di Storia e leggi razziali. Del resto o è lui lo statista del futuro o ciccia (e pappa) come al solito. Che abbia letto Busi? (si sono rivoltate, ora fanno le morte, uno tsunami di tette grosse come forme di grana si frange verso la scaletta; forse bisognerà arpionarle un po’ per tirarle su a bordo, mah) A.B.


Nella notte, che le palme se stellata nascondono

17.12.08 Key West, Island House Gay Resort
Nella notte, che le palme se stellata nascondono (e sfido chiunque a plasmare una frase di tale bellezza e ardita perfezione sintattica), enormi pance pelosette molto sale poco pepe rimpinzate di birra, costine di bue e burro di arachidi deambulano cinte da pareo a motivi floreali all’incontro dell’animalone gemello. Ah, le stridule vocine degli americani, libere armi in libera, e sentimentale, isteria di massa ! La prima vera ola (con cin cin di spari in prospettiva) all’elezione di Obama è stata la corsa al rifornimento di fucili, pistole e munizioni, perché da certi precedenti precetti del neo presidente sembra che ne voglia restringere il possesso e quindi i requisiti per l’acquisto: il NYT scrive che ogni singola armeria ha venduto ogni settimana dall’elezione in qua quanto prima vendeva in un mese. Alla salute! Quando un pareo cade dai pingui lombi di solito ne cade minimo un altro, resto incantato dalle tenerezze erotiche tra vecchi porci ma, grazie tante, non fa per me, anche se, scambiate in pubblico, hanno una loro graziosa dignità ideologica. La vera oscenità in un’inculata sta nel non approfittarne, occhio. Un bacio, una leccatina, un’aggiustatina di dentiera e via. A parte queste eroiche eccezioni tra lor maschi, solo le donne perché scioperate per disperazione e matte per educazione possono andare a uomini: se essi gli fanno schifo, non lo ammetteranno, se esse fanno invece schifo a loro, non lo sapranno mai. E’ uno strano mistero quello che tiene carnalmente compenetrabile nel tempo una coppia di umani – a me anche un’ora di umori altrui sarebbe fatale, e anche da giovane il sesso oltre la fiammata del quarto d’ora mi causava amnesie autodifensive sul campo. Che destino triviale quello di due fisiologie psichiche inevitabilmente sempre più ripugnanti l’un l’altra e acqua in bocca! Tonfo con rotolio sul piancito in legno della caldissima jacuzzi asilante 48 scroti mai più al dente ancora prima di sistemarcisi: noce di cocco? ernia inguinale? ananas al napalm da passeggio? And kisses. A.B.

La crisi, la crisi 

18.12.08  Key West

Il principio di tutte le cose resta lo stesso: a una grande scopata domani preferisco una misera sega subito. E lo so anch’io che con un dito su per il culo un maschio gode di più, ma non avrò mai la pazienza esploratrice dello statale medio che se la prende comoda e da solo si fa piamente anche i contorni, a disdoro dei rimbrotti del Brunetta. Bene: adoooro questa catastrofe economica, i prezzi delle case che crollano con le case stesse se invendute, le centinaia di migliaia di automobili che intasano fabbriche e moli, la telefonia predatrice mobile che deve ridimensionare la sua criminale cleptocrazia, e mi riempie di ottimismo civile che le classi bue ovvero cosiddette povere impoveriscano di più grazie alle inconsulte giocate all’Enalotto, matrimoni faraonici e messe a suffragio e ultimi modelli di iPhone e pagherò strozzini in generale. Sei americani su dieci sprofondati nella crisi potrebbero pertanto riflettere sui costi della guerra in Iraq, non solo dare la colpa alla perversa spirale dei mutui fantasma e della finanza cartacea. Io non ho mai un istante vissuto oltre i miei mezzi, mi costava di meno stringere la cinghia, non ho mai acquistato niente a rate, non mi sono mai drogato, nemmeno di pallone e di stadio, sto settimane senza un bicchiere di vino se non ho un pasto in compagnia, provo orrore per il gioco d’azzardo, la fortuna, il destino, il fatalismo sociale, la religione, le fattucchiere e le puttane di entrambi i sessi, il turismo sessuale e per sovrammercato per l’evasione fiscale: che me ne frega se il pieno di benzina arriva anche a cento euro? Andrei comunque più a piedi e in autobus, proprio come faccio da sempre pur potendomi permettere un autista. E qui a Duval St., che gioia piegare un commerciante davvero ebreo secondo pregiudizio – naso a goccia, labbra a lama di coltello, occhi volpini, voce impostata sulla tiritera del lamento da capro espiatorio – a darmi tre camicie di seta al prezzo di una! Ma la crisi è la crisi e tanto gli resterà sul groppone l’intero stock, io non compero per fare beneficenza, gli ho detto, hai fatto soldi e la cresta per anni e anni di vacche grasse, la crisi riguarda te che non vendi niente, non io che ancora posso comprare qualcosa, e per te ora l’unico modo per guadagnare è saper perdere il più alla svelta possibile per andare almeno a pari. Prendere o lasciare, e non un centesimo di più. Ah, pragmatica magia dei contanti in mano, e o rinunciare o far finta di fare dietrofront! Altro che fare debiti facendoli doppi, per via degli interessi, rispetto al debito stesso! Si è arreso, e l’odio atavico con cui mi ha ceduto la merce ha fatto ballare l’hula alla donnina con gonnella di rafia su onde ricamata sulla schiena. A.B.
 Uno schianto di Scrittore

20.12.08 (un modello del trabiccolo volante su cui sto per salire alla volta di Fort Lauderdale è caduto in mare due giorni fa, otto vittime su otto a bordo, speriamo bene)
Tutta la vita a giustificare la malafede di quei coglioni o svuotati o vizzi dei miei connazionali! In Italia, e non solo, ma in Italia in modo particolare, dato che la classe politica, esecutiva, industriale, sindacale e massmediatica è un’appendice dei cartelli di mafia, il criminale da perseguire non è colui che commette il crimine ma chi lo denuncia, cioè qualcuno che di necessità è un coraggioso e non ricattabile galantuomo. Le mie mozioni civili, per esempio, non discendono da miei personalismi legittimi o vergognosi che siano. Sono favorevole all’aborto, ma nessuna donna ha mai abortito a causa mia; sono favorevole a che l’età del consenso sessuale sia 14 anni e che il reato di pedofilia decada a partire dai 13 anni, ma da adulto non ho mai avuto un solo rapporto sessuale con un minore e non intendo proprio cominciare ora; sono favorevole ai matrimoni omosessuali, ma non intendo certo accasarmi io; sono favorevole all’adozione anche da parte di persone singole, e chi se ne frega del loro orientamento sessuale o asessuale, ma io non adotterò mai nessuno, eccetera. Pertanto, l’unica pena che vale il viaggiare è che infine cada l’aereo, altrimenti non mi sposterei mai da casa. Mi spiacerebbe per i miei compagni di morte prematura (?) perché mentre per loro sarebbe una disgrazia non perseguita, per me sarebbe un suicidio mascherato. Non mi ammazzerò mai con le mie mani, ma non perché sono troppo fifone, ma per ragioni di opportunità politica. Ovvio che una volta arrivato a destinazione l’unica cosa è aspettare in camera il prossimo aereo. In dieci giorni qui avrò scambiato chiacchiere per dieci minuti, cinque di troppo. E’ tutto qui il matto che sono, non faccio male a nessuno, e a me men che mai. Occorrerebbe un’umanità più evoluta, meno ipocrita e deista, mi sembra tutta un deposito di vecchi giocattoli rotti, dalla meccanica obsoleta, non ha senso averci a che fare per me, sempre lì a fargli giù la polvere, metterli insieme, cercare i pezzi mancanti, e ne sono nauseato. Ma è planato dolcissimamente anche questo, rientro fra l’umanità rimasta nel frattempo a terra. E baci. A.B. 
Avanti lo stesso

22.12.08 Fort Lauderdale

Si continua a dire che la società civile italiana è ben più avanti del clero politico (perché altro modo non c’è per definire i nostrani parlamento e governo e, si fa per dire, opposizione) che ha espresso a guidarla: palle. La società civile italiana “più avanti” è un bluff da autosuggestione di massa, nessuno ci mette la faccia quando deve contestare singolarmente e pubblicamente con nome e cognome, chiunque pretende l’anonimato prima di lanciarsi in un atto di coraggio, il che sarebbe come combattere la mafia con l’omertà; la società civile italiana è del tutto compiacente con la sua classe clericalpolitica, del tutto sincronica e quindi parimenti arretrata, se se ne lamenta è perché fa parte dei benefici dell’omologazione incondizionata criticare a vuoto, cioè a parole, senza rischiare niente nei fatti. E’ ben raro che in un cittadino italiano l’atto apparente di coraggio non mascheri o un recondito doppio fine o una doppia viltà. Come scrive Plutarco, preti, politici e italiani “come gli avvoltoi sono attirati dall’odore dei corpi in decomposizione e non hanno percezione di quelli intatti e sani”, altrimenti non sarebbero dove sono, carogne rimosse a se stesse, e nemmeno io. Gran bel sole, oceano caldo e accogliente, una pacchia, mi rituffo. Ma riemergerò per la gioia e la rabbia dei miei connazionali: non si va da nessuna parte senza ripercorrere volenti nolenti la scia tracciata da me. A.B.

Impotenze scientifiche

23.12.08 F.L.
Tanto per dire di che cosa si parla quando parlo di diritti civili e di libertà d’espressione non a fini personalistici (e poi: che me ne farei io con la mia testa e, forse, alla mia età?): sono da dieci giorni in uno dei punti della Terra a maggior densità sessuale per m2 e non ho avuto un solo incontro corpo a corpo, né intendo averne, me ne piace l’idea più che l’attuazione, anzi, più mi avvicino all’azione più viene meno l’idea; infine, parto con un’erezione che strada facendo, più mi avvicino alla meta, si ammucchia in una rugosità a riposo e faccio marcia indietro, sollevato da quest’altro travaglio a due schivato; la mia è una impotenza perseguita, quasi scientifica, seppur non del tutto indolore; inoltre, restando mesi e mesi in astinenza tanto mi fanno pietà gli italiani con la loro pretesa di avere degli organi sessuali allorché non hanno nemmeno più quelli di senso, sono sempre così fuori allenamento che non mi va di intraprendere una maratona quando mi sembra insormontabile anche una scala mobile; mi piace il fatto che gli esseri umani adulti e tra adulti si assortiscano sessualmente come più gli piace senza limitazioni legislative e sociali di sorta, meglio che trombino in pace che si scannino perché sono incattiviti sessualmente da troppe inibizioni tabù, fantasmi, vergogne, sensi di colpa che portano a depressione, tossicodipendenza, bigottismo e papismo e quindi ad attitudini criminali con l’alibi dei fini superiori, ma io sono, da tanti decenni, remoto da ogni libertinaggio e comune libido, se si esclude quanto va in onda nel mio, e soprattutto altrui,sistema linguistico corticale; a Key West, poi, la notte scorsa, a un bellissimo uomo sui trenta ho permesso di gingillarsi con la pelle del glande ma solo perché non volevo umiliarlo davanti a tutti i commensali del ristorante non soddisfacendo la sua condivisa curiosità per un pene non circonciso, però quando ha preso a succhiarmelo a tradimento e stavo eccitandomi e quindi diseccitandomi, gli ho detto che mi sentivo lusingato ma, poiché in una settimana mi ero masturbato 18 volte e che l’ultima risaliva a venti minuti prima, lo spettacolo sarebbe stato scarsino e preferivo neppure alzare il sipario e buonanotte – ritornato in camera, grazie ai 3 canali porno televisivi che garantiscono la giusta armonia tra idea e azione evitando persino le piattole, ho dato sfogo alla 19a.
Non farò mai più a tempo ad abitare la casa che ho contribuito a tirare su e la mia soddisfazione non potrebbe essere maggiore, nessun vero sacrificio, anzi, è il sentimento definitivo di un’esperienza molto comune, infine, qualsiasi buon genitore può testimoniare la stessa cosa. E baci. A.B. 

Cronaca di Natale

24.12.08 Fort Lauderdale
Quando la polizia interviene in soccorso (Non c’è stato comizio – ne ho ascoltato una dozzina – che Obama non abbia concluso con “God bless you. God bless the United States of America”, il che per me significa, se non proprio dalla padella alla brace, riscaldare la solita minestra mentre giri la stessa frittata).
Dei genitori allarmati chiamano il dipartimento di polizia chiedendo aiuto perché il figlio diciottenne minaccia di suicidarsi, sul posto arriva prontamente un poliziotto, bianco, vede il ragazzo farneticante con un coltello in mano, estrae d’istinto la pistola dalla fondina (forse perché il ragazzo è nero? si chiede, alquanto timidamente, l’estensore dell’articolo) e con un colpo lo fa secco. Mentre della vittima abbiamo anche la foto e la breve e travagliata cronistoria esistenziale, dell’assassino, che già si appella alla legittima difesa, viene coperto il nome e la qualifica (assistente sociale armato? psicopatico pentito e quindi collaboratore istituzionale?). Ho cercato di commentare l’assurda atrocità dell’episodio lì tra gli americani alla reception dell’albergo, scena muta da parte di tutti e sei, presto scomparsi come presi dal dubbio di aver lasciato aperto il rubinetto della vasca. Sono sicuro che, se richiesti o anche se non richiesti come fanno quasi tutti gli intervistati in televisione, uno dopo l’altro direbbero che credono in Dio, loro – e anche il poliziotto lo metterà bene in chiaro quanto prima nella sede opportuna. Io credo solo che con quel ragazzo e con la sua famiglia sono stato ammazzato un po’ anch’io. A.B.
 Ultimi dell’anno

(1.1.2009 Pieve di Lombardia h06, sms a un mio pupillo ventenne, che x sms si lamenta di aver trovato il mio cell. spento già alle h21 “persino” dell’ultimo dell’anno e che mi avvisa di una sua imminente visita; la donna chiamata qui per cognome e adorata ne è la madre; manca qui un dettaglio drammatico, non solo scenografico, esplicitato in uno dei 9 sms alla donna: la compagnia di 60 rami di calicanto potati dalla pianta nel mio piccolo giardino che inondano il pianterreno e alleggeriscono col loro profumo l’odore di ali bruciate)

Grazie del pensiero. Sarebbe stato patetico restare da solo a casa e poi mettersi a sospirare una chiamata, così l’ ho spento come qualsiasi altro giorno alle h20,30 e tanto chiamate non ce n’è stata nemmeno una lo stesso, che è poi la giusta quantità che mi aspettavo, vista la rete delle mie relazioni terrene, però per tutto il pomeriggio mi sono deliziato a scambiare sms con la F. e la sera ero saturo di ricchi premi e cotillon (ma forse sei troppo giovane x conoscere l’espressione), lei è fantastica e cocciuta, una vera debolezza della “natura”, non si dà e non dà pace, e tuttavia, quando decido di adorarla perché neppure lei sa quanto è adorabile, nessuno l’adora più di me (e ieri è stato uno di questi momenti, che si protrae al presente). Intanto che guardavo scendere la neve improvvisa, alle h23 ho messo nel forno 6 incantevoli ali di pollo, gli ho fatto tutte le feste (sino alla Befana, visto che le ho mangiate davanti a un vetro di finestra che ci rifletteva) e tant’è. Ti aspetto con gioia, sempre che tu non ti esponga a pericoli stradali di sorta. Puoi venire da solo o in compagnia, essere di passaggio o restare un paio di giorni nella più totale e ritemprante noia del mondo. Buon anno, darling, e vediamo di darci una mossa, anche pazientando, se occorre. Aldo

VOTI DA PRENDERE, VOTI DA DARE E ALTRA ROBA DA CATALOGO

Inviato a Dagospia da Aldo Busi il 16.3.08 prima delle Elezioni Politiche dell\’aprile 2008.
A distanza di quasi un anno, il testo rivela gli inutli trasformismi dell\’attuale classe politica e la sua intercambiabilità con le gerarchie della Chiesa.

Lo riproponiamo oggi mercoledì 25 febbraio 2009
Molto alla svelta:
a) lo lascio per ultimo, e comunque, secondo me, si stava già peggio quando si stava meglio;
b) per la prima volta in vita mia, stavolta non vado a votare; mi si dice che così do il voto alla destra senza però specificare a quale delle due; ha ragione Berlusconi, i voti dati al di fuori dei due schieramenti principali, sono voti dispersi; è incredibile il numero di cittadini, soprattutto giovani che votano per la prima volta, che mi chiedono un’indicazione per l’urna, io rispondo: non si vota Sinistra Arcobaleno, non si vota Rosa Bianca, non si vota Casini, no e poi no, poi fate voi; si poteva votare Boselli prima che cercasse di imbarcare Mastella, adesso non si vota più nemmeno lui;
c) non so quali altri candidati ci siano, ma il voto a Rutelli sindaco di Roma no: semmai proprio, lo si dia direttamente all’onorevole onorario Ruini;
d) “… un sistema che non sa disfarsi della sua ‘spazzatura politica’ (che non dovrebbe mai essere considerata riciclabile), non sa disfarsi neanche dei suoi rifiuti materiali”, Maurizio Fumo, Critica Liberale, dic. 2007;
e) la vera casta intoccabile è quella dei giudici, intoccabile non si capisce perché, non riesce neanche più a trovare i colpevoli – o a condannarli davvero – di delitti “passionali”, determinati dalla subcultura machista (Garlasco, Gravina, Perugia ecc.), cioè non strettamente legati al lucro, alla frode, all’avidità economica, al pizzo; sarei per decurtargli almeno lo stipendio e la pensione, costano troppo per l’inguaiato troppo poco che combinano; politicizzata com’è, la magistratura a punire i reati finanziari e a far restituire il maltolto, qualche manfrina a parte, nemmeno ci pensa, è un refrain nazionale: un paio d’anni solo per istruire un processo di primo grado per bancarotta fraudolenta, otto anni per scrivere una sentenza di mafia…  Non credete ai dati ufficiali sui delitti e le pene: diminuiscono solo perché quasi più nessuno sporge denuncia del torto patito, a chi tocca, tocca, e chi la fa la rifà; i giudici sono uomini come tutti gli altri che in Italia, come si sa, sono preti come tutti gli altri: incapaci di pervenire a un giudizio terzo, emanano giudizi secondo Tizio, Caio e Sempronio e secondo l’avvocato che Sempronio, Caio e Tizio possono permettersi e per quanto tempo; io sono stato parecchie volte in tribunale, sempre per delitti culturali, diciamo ideologici, e posso dire che il codice prevalente di riferimento dei giudici non era né il civile né il penale ma quello del catechismo (quindi venivo condannato, in Cassazione e magari dopo due gradi di giudizio a mio favore, soprattutto quando l’offeso mi permettevo addirittura di essere io, visto che idee osavo professare pubblicamente e visto che se poi uno capisce fica per mica è colpa mia);

f) proprio adesso che se ne sentiva tanto il bisogno qui, l’Italia ha messo le mani in avanti e ha tolto la pena di morte altrove: chi fa affari con la politica e con i soldi dei contribuenti dovrebbe essere decapitato sulla pubblica piazza; non c’è spargimento di sangue se viene ghigliottinato uno stronzo istituzionale; intendiamoci, non che la morte sia una punizione sufficiente, perché niente è umiliante come il continuare a vivere, però, intanto, faute de mieux…;

g) cosa cambierebbe, da un punto di vista della sudditanza del parlamento italiano nei confronti del Vaticano, se invece di Ratzinger ci fosse Platinette? Niente, mozzette e mossette a parte; il Vaticano in qualche modo e moda evolve, il parlamento italiano no, è roba davvero morta, come il giornalismo nostrano, al massimo arriva al vintage; la Binetti non è una donna con la gonna, è un sistema di tonache nere in abiti civili: nessun mutatis mutandis in vista nemmeno per i prossimi cinque (quattro, tre, due, uno) anni, sia che vinca, sia che perda;
h) gli uomini fanno sesso con gli uomini, i gay con un’immagine di uomo, pertanto anche con un’immagine di donna, mai con una donna, proprio come gli etero, che mai sono gay come quando fanno sesso non con un uomo; che significa la frase che si sente sempre più spesso, “oggi le donne fanno paura”? a) che la fanno oggi, non ieri, b) che la fanno non certo in quanto femmine, che tali sono oggi come ieri (tette, culo, gambe, orifizi e pomo d’Adamo ancora contenuto: la passeritudine, insomma), ma in quanto donne che si vogliono persone socialmente paritarie, c) che la fanno perché si rifiutano all’uomo di oggi in quanto proiezione della sua idea di ieri di donna che niente ha a che ‘vedere’ con chi è lei al momento, nella sua legittima e inedita aspirazione a persona sociale, per l’appunto. Se l’uomo trova nella donna la stessa pretesa di essere persona sociale che nell’uomo è data per accettata e acquisita (e dagli uomini e dalle donne più nemiche di se stesse, che non pretendono di essere ma si accontentato di essere proiettate), ecco che egli prova nei suoi confronti la stessa paura (ansia, competizione, rivalità) che gli suscita un altro uomo e viene meno perché viene meno la millenaria immagine psicologica su cui riposava il suo desiderio (in cui grossa parte gioca il piacere della coercizione) per quella data fisiologia lì col taglio in mezzo; in altre parole: l’eccitazione virile non nasce dalla cosa esterna contrassegnata qual femmina – non più, direi -, ma dal senso interno che fino a ieri egli poteva darle complice la donna stessa, che oggi complice non lo è più, non al punto di azzerare la raggiunta forza contrattuale di persona innanzitutto sociale, politica, economica, professionale e poi, forse, anche zoologico-sessuale e, oh cielo, per la propria straporca libidine, non per quella, blanda, dell’uomo che se la procura grazie alla rinuncia della donna ad averne una se non per riflesso; ci sono mille e un modo per essere femminile, uno di questo, il più inedito, è non esserlo: femminile oggi lo può essere un uomo d’altri tempi, non una donna moderna; “una donna vera”, oggi, proprio come “un vero uomo”, è roba da catalogo con prezzi e specialità tipo, appunto, “fare la donna” e “fare l’uomo”, cioè attenersi al teatrino della proiezione degli incalliti e incarogniti senza fantasia che pagano per il tableau vivant dei generi che furono: negli incontri organizzati, come il copione a seguire, prostitute d’ambo i sessi, quando va bene, recitano quella parte che gli uomini liberi e le donne libere oggi non recitano nemmeno gratis.… e baci.
PS – (divieto di pubblicazione su carta, Busi a titolo gratuito per Dagospia e ogni altro sito svelto di mano; l’accordo con Dagospia è che resti accessibile senza pagamento per 3 giorni dalla data di pubbl.)

24.2.09

Ringrazio la redazione di voler informare che io, Aldo Busi, Scrittore, non ho mai scritto alcunché sul ‘Sole24ore’ (che neppure leggo più da anni, il suo inserto culturale della domenica non è meno impressionante per vitalità e coraggio di un’annata a caso tra il 1890 e il 1944 del Catalogo Bolaffi) e che gli articoli lì sopra attribuiti alla mia firma o sono di un omonimo giornalista buontempone (non potrebbe farsi chiamare Maria Carla Tettamanzi come tutti e a maggior ragione se davvero si chiama Aldo Busi?) o sono dei miopi, anche in buonafede, che me li attribuiscono. A.B.

20.2.09

La redazione avvisa che non prenderà in considerazione quei commenti ai testi di Aldo Busi che esprimono o tradiscono il proposito di contattare lo scrittore o gli si rivolgano con il tu o usando forme interlocutorie di familiarità assolutamente irriguardose e fuori luogo. Ancor prima di rendere un servizio alla letteratura, Altriabusi vuole essere un sito di insegnamento civile.

18.2.09

Aldo Busi ci segnala che il ‘suo’ libro “Come evitare contatti inutili con umani nocivi”, € 14,00, secondo le informazioni su vari siti, non solo non è disponibile ora, ma non lo sarà in futuro, perché è impossibile, almeno per lui, pubblicare un libro che non ha scritto e che non scriverà mai.