Sms da Londra, 6.2.09
Pioggia, neve, neve, pioggia, gli interessi bancari scivolati ieri all’1% e oggi azzerati allo 0%, e c’è una fila di masochisti piccoli risparmiatori davanti a un teatro che mette in scena tale “Three days of rain”: e perché non “Tre anni di inflazione e di disoccupazione e di guerra civile e di umidità al 100%”? La lettura degli strafatti fatterelli italiani (Eluana, costretta dai bigotti a subire la sindrome di Lazzaro, Genchi e le intercettazioni, la Chiesa che si pronuncia su ogni scoreggia parlamentare e giudiziaria, il negazionismo a cucù, l’obbligo dei medici di denunciare i malati clandestini ecc.) su un superfluo giornaletto milanese (con un ridicolo fondo, da piccolo ostello dell’ordine dei giornalisti, a difesa dell’eroica buonafede e onestà e intransigenza di un paio di direttori di testate sbruffone, esemplari per modestia intellettuale e culturale e di tiratura, tacciati di lobbismo nella memoria processuale contro alcuni tipici immacolati Angelucci anche, ovviamente, editori di gazzette) dà il colpo di grazia alla mia storico-enciclopedica nausea: come spiegare a questo finto ingenuo che firma il fondo che il lobbismo giornalistico si fa non per intromissione ma per omissione? Non è necessario lodare o difendere un imprenditore/editore impuro o la sua produzione o impresa non cartacea, basta tacerne le magagne! Tuttavia, un’utopia a lieto fine: se Fini, Soru, Di Pietro, Bonino e Bersani insieme fondassero un partito, indifferentemente di destra liberale o di sinistra non cattolica, per essere tutti più sicuri che non prevalga alcun ego i discorsi glieli scrivo io. A.B.
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