Dalla letteratura all’amore: che film! (Fantascienza, figurarsi)

Londra 8.2.09

Mi ero dimenticato di come può essere emozionante l’amore, almeno virato su pellicola: sono andato a vedere “The reader”, e malgrado la disturbante incongruenza del Tedesco sostituito dall’Inglese non solo nell’apparente doppiaggio mai avvenuto, ma nelle scritte sulla lavagna e nella prosa dei libri, ogni scena di nudo tra il ragazzino che (nel 1958) legge romanzi ad alta voce e l’attempata ex kapò che si vergogna di essere analfabeta mi ha commosso al ritmo di una quasi lacrima per ogni carezza, per ogni sguardo, per ogni colpo di reni, per ogni silenzio tra i due, per ogni schiaffo, per ogni lacerante ricordo, per ogni pagina che li incolla insieme sino alla morte. Tante sono le morali del film, ma a me adesso preme solo fare questa domanda ai miliardi di giovani che sciupano la loro vita su Internet o guardando gli espliciti amorazzi tra gli arroganti ignoranti televisivi e che in tutta la vita non leggeranno nemmeno tante pagine quante ne comportano le poesie di Catullo: come potrà conoscere l’amore chi non ha conosciuto l’amore per la Letteratura? Anche se poi il miracolo erotico consisterebbe, appunto, nel condividerlo con qualcuno questo amore per la qualità della parola e detta e scritta… Ecco perché, infine, “The reader”, come tutti i film incredibilmente realisti e civili in senso ampio, altro non è che un ruffiano, per quanto bellissimo, film di fantascienza. Ma, per sole 9 sterline, che sospiri da zia piena di odio però senza rancore, e che rimpianti per tutti i ricordi che non mi è stato permesso avere! A.B.

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