Lettere inglesi
Raccolta di sms scritti da Aldo Busi da Londra tra febbraio e marzo 2009, già pubblicati su Altriabusi.
Pioggia, neve, neve, pioggia, gli interessi bancari scivolati ieri all’1% e oggi azzerati allo 0%, e c’è una fila di masochisti piccoli risparmiatori davanti a un teatro che mette in scena tale “Three days of rain”: e perché non “Tre anni di inflazione e di disoccupazione e di guerra civile e di umidità al 100%”? La lettura degli strafatti fatterelli italiani (Eluana, costretta dai bigotti a subire la sindrome di Lazzaro, Genchi e le intercettazioni, la Chiesa che si pronuncia su ogni scoreggia parlamentare e giudiziaria, il negazionismo a cucù, l’obbligo dei medici di denunciare i malati clandestini ecc.) su un superfluo giornaletto milanese (con un ridicolo fondo, da piccolo ostello dell’ordine dei giornalisti, a difesa dell’eroica buonafede e onestà e intransigenza di un paio di direttori di testate sbruffone, esemplari per modestia intellettuale e culturale e di tiratura, tacciati di lobbismo nella memoria processuale contro alcuni tipici immacolati Angelucci anche, ovviamente, editori di gazzette) dà il colpo di grazia alla mia storico-enciclopedica nausea: come spiegare a questo finto ingenuo che firma il fondo che il lobbismo giornalistico si fa non per intromissione ma per omissione? Non è necessario lodare o difendere un imprenditore/editore impuro o la sua produzione o impresa non cartacea, basta tacerne le magagne! Tuttavia, un’utopia a lieto fine: se Fini, Soru, Di Pietro, Bonino e Bersani insieme fondassero un partito, indifferentemente di destra liberale o di sinistra non cattolica, per essere tutti più sicuri che non prevalga alcun ego i discorsi glieli scrivo io. A.B.
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Londra – Parigi via Italia, con l’Europa in testa
(sms da Londra del 7.2.09 a un italiano residente in Francia che mi fa notare la crescente rabbia politica, travestita da amenità, dei miei ultimi goal in rete)
Carino, l’Italia ha bisogno di una Riforma finalmente interna, quindi busiana, e di un movimento antifascista che per essere credibile oggi deve muovere da una destra europeo-liberale, perciò anticlericale e antiberlusconiana, la Sinistra esistente essendo morta per sempre. Siccome dare il Nobel per la Pace a Englaro rischierebbe di essere un boomerang tra le dentiere parlanti dei malpensanti e dei papalini in generale (”Sì, per la pace eterna!”), propongo di dare quello per la Pace a me e a lui quello per la Letteratura. Baci da Portobello Road anche a Sarkozy per la dura e circonstanziata strigliata a Brown che ha abbassato la VAT ovvero l’Iva di due punti (con un danno erariale di 12.000 milioni di sterline e relativo fallimentare indebitamento pubblico) nell’illusione di ridare vita ai consumi. La crisi è epocale e strutturale, non è del momento, ed è incorreggibile perché non sta nella roba (che qui e altrove nessuno vuole neanche gratis), ma nel cervello della gente; se si fanno debiti sia per investire nelle infrastrutture e nelle nuove energie, nella scuola, nella ricerca: questo ha detto S., un Presidente con le palle – basti vedere con che languore nelle spossate, penetratissime membra Carlà reclina la testa sulla sua spalla, e come se lei, che premeditatamente è scivolata di un bel po’ sulla sedia, fosse bassa uguale. E se recita, è amore doppio, e triplo il valore dell’amante che porta ogni donna a modellarsi a tanto. A.B.
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A distanza di poche ore, Busi ha inviato una seconda versione del messaggio: Londra – Parigi via Italia, con l’Europa in testa (inviato sempre il 07.2.09 ). La pubblichiamo qui sotto così come ci è pervenuta, a dimostrazione del modo di comporre dello scrittore.
Londra – Parigi via Italia, con l’Europa in testa
(sms da Londra del 7.2.09 a un italiano residente in Francia che mi fa notare la crescente rabbia politica, travestita da amenità, dei miei ultimi goal in rete)
Carino, l’Italia ha bisogno di una Riforma finalmente interna, quindi busiana, e di un movimento antifascista che per essere credibile oggi deve muovere da una destra europeo-liberale, perciò anticlericale e antiberlusconiana, la Sinistra esistente essendo morta per sempre. Siccome dare il Nobel per la Pace a Englaro rischierebbe di essere un boomerang tra le dentiere parlanti dei malpensanti e dei papalini in generale (”Sì, per la pace eterna!”), propongo di dare quello per la Pace a me e a lui quello per la Letteratura. Baci da Portobello Road anche a Sarkozy per la dura e circonstanziata strigliata a Brown che ha abbassato la VAT ovvero l’Iva di due punti (con un danno erariale di 12 mila milioni di sterline e relativo fallimentare indebitamento pubblico) nell’illusione di ridare vita ai consumi. La crisi è epocale e strutturale, non è del momento, ed è incorreggibile perché non sta nella roba (che qui e altrove nessuno vuole neanche gratis), ma nel cervello della gente; se si fanno debiti sia per investire nelle infrastrutture e nelle nuove energie, nella scuola, nella ricerca: questo ha detto S., un Presidente con le palle – basti vedere con che languore nelle spossate, penetratissime membra Carlà reclina la testa sulla sua spalla, e come se lei, che premeditatamente è scivolata di un bel po’ sulla sedia, fosse bassa uguale. E se recita, è amore doppio, e triplo il valore dell’amante che porta ogni donna a modellarsi a tanto. A.B.
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Dalla letteratura all’amore: che film! (Fantascienza, figurarsi)
Londra 8.2.09
Mi ero dimenticato di come può essere emozionante l’amore, almeno virato su pellicola: sono andato a vedere “The reader”, e malgrado la disturbante incongruenza del Tedesco sostituito dall’Inglese non solo nell’apparente doppiaggio mai avvenuto, ma nelle scritte sulla lavagna e nella prosa dei libri, ogni scena di nudo tra il ragazzino che (nel 1958) legge romanzi ad alta voce e l’attempata ex kapò che si vergogna di essere analfabeta mi ha commosso al ritmo di una quasi lacrima per ogni carezza, per ogni sguardo, per ogni colpo di reni, per ogni silenzio tra i due, per ogni schiaffo, per ogni lacerante ricordo, per ogni pagina che li incolla insieme sino alla morte. Tante sono le morali del film, ma a me adesso preme solo fare questa domanda ai miliardi di giovani che sciupano la loro vita su Internet o guardando gli espliciti amorazzi tra gli arroganti ignoranti televisivi e che in tutta la vita non leggeranno nemmeno tante pagine quante ne comportano le poesie di Catullo: come potrà conoscere l’amore chi non ha conosciuto l’amore per la Letteratura? Anche se poi il miracolo erotico consisterebbe, appunto, nel condividerlo con qualcuno questo amore per la qualità della parola e detta e scritta… Ecco perché, infine, “The reader”, come tutti i film incredibilmente realisti e civili in senso ampio, altro non è che un ruffiano, per quanto bellissimo, film di fantascienza. Ma, per sole 9 sterline, che sospiri da zia piena di odio però senza rancore, e che rimpianti per tutti i ricordi che non mi è stato permesso avere! A.B.
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Stansted Air. 15.2.09
Be’, ho fatto in modo di non avere più granché da fare a casa, a parte rientrare ora, ma con tutto comodo, per perfezionare la denuncia (ah, che superflua formalità: se li prendono è più umiliante che se non li prendono) per furto con scasso – auto nuova, dei lingottini d’oro, o forse solo placcati, vecchio dono di una persona riconoscente, e chissà cos’altro, anche se di valore per un incettatore spiccio non ho davvero nient’altro. Sono stati dei ladri molto gentili, a quanto mi è stato riportato al telefono, tutti i cassetti a soqquadro ma nessun vandalismo, niente oggetti rotti tanto per fare. Spero che con il ricavato della refurtiva un padre di famiglia possa finanziare un master in filologia romanza in quel di Oxford a un piccolo rom o a una sfortunata piccina leghista. Senza alcun rancore, davvero, e mille grazie se ritroverò le tre cuffie sferruzzatemi da mia madre nel pieno dell’Alzheimer, che a lei arrivò comunque solo a 89 anni, mentre a voi arriverà molto, molto prima. Parola di Scrittore – per “voi” mica intendo solo questi di ladri! A.B.
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Londra 11 marzo 2009
Globalizzazione del bigottismo: dietro richiesta di alcuni studenti di tutte le nazionalità del mio corso di Inglese, sono appena stato allontanato dalla scuola (privata, e a Londra!) per aver espresso la mia contrarietà verso gli eufemismi usando termini a citazione quali “nigger” e “faggot” e “(Dr) Down” e “Paki” e dato vento al mio disprezzo e per ogni religione e per i troppi miliardi in più di umani che le donne e gli uomini, invece di farsi sterilizzare per i prossimi vent’anni e di fatto distruggendo il pianeta, continuano a sfornare alla cazzo di cane per dare un senso alle loro stupide e irresponsabili esistenze senza vita. La direttrice, medio orientale color nocciola non spelata, era pallida di terrore: ha ripreso un po’ di colore quando le ho garantito che non avrei fatto storie e che poteva tranquillamente ritornarsene nel rassicurante abbraccio dei suoi protetti nemici naturali. Mica ha capito: guai difendere le vittime, specialmente se di mestiere. Ormai è Italia ovunque. E baci, darwiniani con moderazione – una scimmia non sarà davvero troppo? Aldo Busi
Lezioni talmente private che chi le riceve è ancora colui che le dà. E gli costano.
Sms 12.3.09
(ricevuto ieri, lo pubblichiamo oggi venerdì 13 marzo 2009)
Ormai ho riposto ogni speranza in Brighton – da domenica in poi -, qui a Londra è pressoché impossibile fare una chiacchierata estemporanea non a pagamento con un inglese che non sia un senzatetto con un pidocchioso passato eterosessuale e un presente di pisciasotto – quindi spiccioli per una birretta e, desumo, relativo pannolone. È concepibile una checca homeless? Chi non ha un superattico va a donne, chi ce l’ha va con chi vuole. Siccome scrivere implica scrivere ancora e sempre di umani me compreso e fare di una storiella una storia (quella capitata a degli umani mai “come me” e pertanto obsoleti sé come tutti), smettere di scrivere non è che una mezza soluzione: se vivi più del dovuto perché non sai che fare delle dodici ore giornaliere che prima passavi a scrivere, loro ti capitano addosso ovunque. L’insegnante, ormai privato, di Inglese mi ha chiesto, tanto per ingrassare un idiomatismo, se, svegliandomi regolarmente alle 5 ed essendo quindi un early bird (per gli interessati: “un uccello mattiniero”), a quell’ora ero di cattivo o di buon umore. Gli ho detto che bisogna essere almeno in due per dire se sei di umore così o cosà, che io, svegliandomi e anche vivendo perennemente da solo, non ho un umore, che a pensarci bene non mi sembrava di averne avuto uno da anni, e che non c’era niente che volessi fare tanto quanto non volessi fare. Lui sovrappensiero ha tirato una linea retta, rettissima, sul foglio dicendo, “Una vita piatta, insomma”. Che ingenuo. A.B.
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Tempo andato in fumo e tumori di competenza
Londra 14.3.09, h 07,15, H.P., nei giardini di Peter Pan.
“Ti sei mai chiesto quanto tempo hai sprecato a fumare?”, avverte il solito cartellone anticancro ai polmoni, anche se il cancro più gettonato qui è quello alla cervice, peculiare alle donne, forse a causa della millenaria fatica di sopportare tanto peso inutile. E non ti sei mai chiesto quanto tempo hai sprecato a non dire quello che pensavi e a dire quello che non pensavi per non pensarci più? O a perfezionare un’illusione d’amore che con l’amore c’entra come un finocchio canterino in un acquario sospeso tra le stanghe di una gabbietta? E dove lo metti il tempo sprecato dentro e fuori e avanti e indietro in qualche stupida carne incapace di suscitarti una sola parola di qualità per rompere la solitudine almeno l’istante dopo? A ognuno il suo cancro di competenza, tuttavia mica è quello visibile il più mortale, per male che ti vada sai dove porta, ma quello invisibile che ti arresta per sempre? E il tempo sprecato a metterlo a frutto, allora, e non allorché ti è andata male, ma allorché ti è andata bene? Mi fai accendere, per favore, se ci riesci? C’è un vento… A.B.
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Venire al dunque in Occidente, o solamente a Brighton
15.3.09
Brighton, faccia al mare e al sole, in attesa che mi diano la camera; già il primo litigio dopo 5 min. (più degli imprenditori gay mi stanno sui coglioni solo i gay che non sono nemmeno imprenditori: le arie doppie che si danno per schivare il soffocamento in agguato!). I transfert non abitano più qui, sono stati trasferiti tutti presso popolazioni più cattoliche o più musulmane, meno progredite, più miserevoli e miserabili, più africane e filippine e messicane tuttora in balia della criminale e totalitaria propaganda teocratica di cui noi evoluti, civili, democratici e indefessi lottatori contro il Male (la Verità Rivelata, la verità in tasca) possiamo meritatamente fregarcene e ridere per deridere e mandare al (loro) diavolo. Per esempio, “Non desiderare la donna d’altri” è un comandamento oggi che potrebbe al massimo calzare a pennello alle lesbiche, e solo a quelle antiche che ancora devono darsi la pena di fare le rovinafamiglie perché per loro una moglie sarebbe più desiderabile in quanto più “proibita” di una vigilessa single di media stazza e quindi più femminile, proprio come lo è un marito per una veterochecca che scambia per il non plus ultra della virilità un surplus di depressione e di crudeltà mentale (spesso psichiatrica, sempre tricologica – caduta dei capelli). Oggi, logorati i cari sensi di colpa e quindi le mediazioni, i succedanei, le tortuosità pineali (i transfert, insomma), a nessun uomo mediamente intelligente verrebbe più in mente di perdere tempo a desiderare la donna del suo migliore amico col rischio che ci stia: si fa l’amico, punto. A.B.
P.s. E i baci nooo? Quelli sempre.
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Carne intelligente, cotta a puntino, che mette in conto la morte fin dentro la vita
18.3.09
Che sensazione strana, deve essere la compressione di un nervo nell’ernia cervicale, tutta la costata di manzo che gira improvvisamente sul soffitto mentre mi sento sprofondare e come se il cuore si arrestasse per qualche secondo, devo stare attento a non morire, a prendere fiato, anche cadendo e sbattendo la testa su uno spigolo di mobile dozzinale finto provenzale o conficcandomi in un’orbita il coltello sporco di mostarda, ma poi, piuttosto che mi venga una paralisi, mi sembra tanto di guadagnato. Niente è più uggioso del dolore, mi stufa subito, sono in grado di apprezzare ben altro. E adesso cos’è tutta questa ventata di freschezza non piagata e già marcia che prende posto di sbieco davanti a me?
Due morosini! Che carine le coppiette di post-adolescenti che parlano fitto fitto faccia faccia al minuto tavolino di un ristorantino francese dall’altra parte della Manica e dunque qui in questo preciso istante, lei, seriosa per intensità di sguardo fisso negli occhi altrettanto azzurri di lui, ovale imperfettibile, i capelli biondo miele arruffati come appena saltata fuori dal letto, in apparenza senza trucco però le palpebre nerissime e lunghissime una separata dall’altra, le belle braccia nude e lui, biondo rosato, di una educata rudezza, virile con scioltezza, una peluria a pizzetto sul mento, il profilo elegante, irregolare, le labbra carnose quasi violacee, tumefatte e screpolate di recente, ecco, lui che ora con una mano pilucca una patata e con l’altra sotto il tavolino va a farle il grattino al gomito! E che equilibrio tra il prendere e il dare, che rispettosa generosità, che armonioso sentimento di appartenenza. Chissà che letture hanno fatto. Questi due mica spinellano o sniffano, sono troppo semplici e ben allevati, questi non hanno bisogno di un vuoto di memoria per tirare avanti rompendo i coglioni al mondo perché se li rompono loro, questi due erano già sfuggiti alle trappole di massa ognuno per conto suo prima di incontrarsi, questi due stanno bene insieme perché starebbero bene anche ognuno per sé. Oh, come sono splendidi, e rari! Dunque la vita avrebbe potuto essere un po’ così, almeno il tempo di arrivare in due dalla bistecca alla panna cotta. Ah, come mi incanta l’amore, come mi rallegra che esista in qualche carne intelligente ciò che fa per me solo a parole!
Morirò in viaggio, dopo aver perfezionato un esperanto mai usato e mille modi di dire per pepare una conversazione mai fatta? Mica pretendevo il grattino. Quando ripenso alle mie ultime “amicizie”, romane, mi sembra di aver ricevuto forfora in cambio dello scalpo. Siccome non so mai se il servizio è compreso, visto che mi dà sui nervi guardare qualsiasi altra voce che non sia la somma in fondo, lascio sempre la mancia. Non posso sbagliare proprio adesso, magari come mi alzo stramazzo a terra e poi devono pure chiamare l’ambulanza per uno stronzo che non ha lasciato neppure il 10% di regola. (Mi sono retto benissimo in piedi – e la sirena continuo a farmela da me.) A.B.



