Londra 14.3.09, h 07,15, H.P., nei giardini di Peter Pan.
“Ti sei mai chiesto quanto tempo hai sprecato a fumare?”, avverte il solito cartellone anticancro ai polmoni, anche se il cancro più gettonato qui è quello alla cervice, peculiare alle donne, forse a causa della millenaria fatica di sopportare tanto peso inutile. E non ti sei mai chiesto quanto tempo hai sprecato a non dire quello che pensavi e a dire quello che non pensavi per non pensarci più? O a perfezionare un’illusione d’amore che con l’amore c’entra come un finocchio canterino in un acquario sospeso tra le stanghe di una gabbietta? E dove lo metti il tempo sprecato dentro e fuori e avanti e indietro in qualche stupida carne incapace di suscitarti una sola parola di qualità per rompere la solitudine almeno l’istante dopo? A ognuno il suo cancro di competenza, tuttavia mica è quello visibile il più mortale, per male che ti vada sai dove porta, ma quello invisibile che ti arresta per sempre? E il tempo sprecato a metterlo a frutto, allora, e non allorché ti è andata male, ma allorché ti è andata bene? Mi fai accendere, per favore, se ci riesci? C’è un vento… A.B.
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