15.3.09
Brighton, faccia al mare e al sole, in attesa che mi diano la camera; già il primo litigio dopo 5 min. (più degli imprenditori gay mi stanno sui coglioni solo i gay che non sono nemmeno imprenditori: le arie doppie che si danno per schivare il soffocamento in agguato!). I transfert non abitano più qui, sono stati trasferiti tutti presso popolazioni più cattoliche o più musulmane, meno progredite, più miserevoli e miserabili, più africane e filippine e messicane tuttora in balia della criminale e totalitaria propaganda teocratica di cui noi evoluti, civili, democratici e indefessi lottatori contro il Male (la Verità Rivelata, la verità in tasca) possiamo meritatamente fregarcene e ridere per deridere e mandare al (loro) diavolo. Per esempio, “Non desiderare la donna d’altri” è un comandamento oggi che potrebbe al massimo calzare a pennello alle lesbiche, e solo a quelle antiche che ancora devono darsi la pena di fare le rovinafamiglie perché per loro una moglie sarebbe più desiderabile in quanto più “proibita” di una vigilessa single di media stazza e quindi più femminile, proprio come lo è un marito per una veterochecca che scambia per il non plus ultra della virilità un surplus di depressione e di crudeltà mentale (spesso psichiatrica, sempre tricologica – caduta dei capelli). Oggi, logorati i cari sensi di colpa e quindi le mediazioni, i succedanei, le tortuosità pineali (i transfert, insomma), a nessun uomo mediamente intelligente verrebbe più in mente di perdere tempo a desiderare la donna del suo migliore amico col rischio che ci stia: si fa l’amico, punto. A.B.
P.s. E i baci nooo? Quelli sempre.
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