31.8.2005 Montichiari
Riproponiamo oggi 26 marzo 2009 il testo del fax inviato originariamente al giornale la Repubblica e mai pubblicato.
Aldo Busi per la Repubblica, rubrica lettere, s.v.p., si può pubblicare quale articolo a titolo gratuito solo oggi su domani e solo se integralmente.
Desidero commentare due articoli apparsi ieri sul Vs quotidiano: il primo è a firma di Giuliano Amato, “Che cosa vuol dire esser laici oggi”, che non ho letto dato che mi basta l’emicrania precedente di aver letto altri suoi interventi in materia, e il secondo è “Omosessuali si nasce o si diventa?”, che non ho letto dato che mi ripugna già nel titolo. Quanto al primo, dirò che essere laici oggi, e qui in Occidente, significa essere areligiosi per sé in senso generale e del tutto indifferenti (democratici per convinzione o faute de mieux) alla religione altrui, in senso personale e costituzionale, esattamente come lo si può essere verso i capelli ricci o lisci per strada o in privato a patto di essere drasticamente e tempestivamente anticlericali ogni qual volta dei ministri di un dato dio si insinuino nelle istituzioni di uno Stato e pretendano di sovrapporsi ai ministri del bene pubblico imponendo alle capigliature dei cittadini una permanente etica, unica per tutti (rapati a zero sulla pubblica piazza i criniti recalcitranti) e, divina tautologia tricologica, per l’appunto sempiterna (eppure i capelli cadono anche ai preti che governano i preti mancati che ci governano); quanto al secondo (legatissimo al primo, ovvio) sulla cosiddetta omosessualità e, soprattutto, sulla sempre più demente (reazionaria, misogina, omofoba, neo/teo con ecc.) tendenza a far dire a una certa scienza quanto sulla sessualità umana non oserebbe più dire nemmeno il più idiota del villaggio globale, trasmetto qui di seguito l’epigrafe, con commento, al libro di viaggi che ho appena terminato, “Bisogna avere i coglioni per prenderlo nel culo”, in uscita chissà quando: “E, così, dov’è considerata brutta cosa compiacere agli amanti, ciò si deve alla malizia dei legislatori, alla prepotenza dei dominanti e alla viltà dei soggetti”, Il Convito, Platone, 182, nella traduzione (1922, Sansoni ed.) di Emilio Martini, davvero oscura per i non addetti ai lavori, e che a me piace dispiegare come segue malgrado la sottolineatura didascalica di certi concetti, impropriamente attualizzati, col rischio di apparire tendenziosi, al fine di escludere ogni possibile apologia della pedofilia e nell’originale e nell’interpretazione che ne do: “Ovunque e ogni qual volta si stabilisca che è riprovevole per un maschio adulto essere coinvolto in una relazione sessuale o sentimentale o entrambe le cose con un altro maschio adulto, noi cittadini non dobbiamo farci distrarre dalla speciosa necessità mondana di emettere un nostro qualsivoglia giudizio sulla colpa o sull’innocenza, sul vizio o sulla virtù della relazione in sé, ma dobbiamo concentrare la nostra vigilanza politica su chi con la sua propaganda sessuofobica, inventandosi finti delitti e colpe artefatte, ci sta mostrando un falso bersaglio per distrarci da quello triplicemente vero che dovrebbe preoccupare noi cittadini e metterci in uno stato di allerta civile: la maligna volontà dei legislatori, il dispotismo dei governanti – politici & preti & loro longa manus massmediatica – e la viltà dei sudditi, i quali per paura, ipocrisia, servilismo vivono nelle tenebre ciò che sarebbe loro libertà vivere alla luce del sole poiché ciò afferma un diritto senza lederne alcuno per nessuno. Il finto problema dell’attentato alla moralità pubblica e quindi all’intera società che costituirebbe la sessualità umana nelle sue espressioni di reciprocità tra persone adulte dello stesso sesso e no è brandito dal tiranno in ogni luogo e tempo per occultare il vero problema di chi se lo pone – lui – per imporlo a noi cittadini che volentieri ne faremmo a meno: soffocare la democrazia il più possibile al fine di ingrossare sempre più i proventi della sua tirannia con il nostro servaggio”. Già che ci sono e ringraziando in anticipo: può la Repubblica, con le sue conoscenze, farmi invitare a Rimini al prossimo meeting di Comunione & Liberazione?