Altri abusi

Quel senno del poi che non lascia un istante

Settembre 12, 2009 · Lascia un Commento

11.9.09 Quando sei in una fase della vita non riesci a immaginare quella che la scalzerà, così come nella passione non contempli il sopraggiungere dell’indifferenza, ma senza la fase successiva non si apprezza fino in fondo quella precedente, anche nella vita comune, senza poi letterario; scrivere equivale a descrivere nature morte, e non esiste passione viva scritta che non sia passione esistenziale spenta. Scrivere significa vivere dalla fine in poi facendo finta che si sia sempre e ancora tra inizio e apice. Per uno Scrittore, poi, ogni fase o è successiva o non è neppure iniziata. Se nel 2002 ho smesso di scrivere è – anche – perché prima di morire contavo di vivere qualche bruta fase iniziale e basta come tutti, senza quel senno del poi “durante”, ma non è successo: non basta smettere di scrivere per smettere di essere Scrittore, purtroppo, e se tale si è, lo si è sempre, e ogni istante è quello successivo e nessun umano ha mai tenuto il passo con me, getto la spugna. Tanto varrebbe riprendere a scrivere, nessuno mi sarà mai sincronico come un foglio di carta bianco davanti. A.B.

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